Cultura e sociale: sono questi gli spunti forniti ai candidati sindaco durante il confronto organizzato da Il Melo Onlus all’interno del ciclo di appuntamenti “Un caffè con…”. Dopo Osvaldo Bossi e Pietro Romano, presente tra il pubblico venerdì 13, stavolta è stato il turno del candidato sindaco della coalizione di centrosinistra e sindaco uscente Edoardo Guenzani, del candidato sindaco della lista civica La Nostra Gallarate 9.9 Rocco Longobardi, del candidato sindaco della coalizione di centrodestra Andrea Cassani e del candidato sindaco dell’omonima lista civica Roberto Borgo.
Per quanto riguarda l’aspetto culturale, Guenzani ha voluto sottolineare «La presenza della cultura in ognuno di noi, che rende capace chiunque di riflettere sui fatti della vita. Noi abbiamo il museo Maga e il Conservatorio Puccini, l’unico conservatorio in provincia di Varese. Abbiamo stanziato fondi e ci siamo presi cura di entrambe queste realtà nei cinque anni del mandato. Inoltre, abbiamo cercato di mantenere alcune iniziative culturali finanziate con risorse ridotte, quali DuemliaLibri, Filosofarti, il Gallarate Festival Jazz e così via. La città di Gallarate dal punto di vista culturale non ha nulla da invidiare ad altri comuni. Certamente ci sono margini di miglioramento, oltre all’esigenza di rendere compatibile il bilancio comunale con la richiesta di cultura della nostra città».
Longobardi ha definito la cultura «Fondamentale. Un contributo fondamentale a prescindere dal risultato elettorale. Il museo Maga e il conservatorio Puccini sono due realtà che secondo La Nostra Gallarate 9.9 devono essere il motore trainante della città. considero il conservatorio Puccini come un figlio dei cittadini di Gallarate. Tuttavia, mi chiedo: quanti gallaratesi hanno sentito suonare i ragazzi del Puccini? Proprio per questo legame dei cittadini di Gallarate con il conservatorio, vorrei una sua crescita, organizzando iniziative che lo coinvolgano. Per quanto riguarda il museo Maga, occorrerebbe renderlo più commerciale. Penso che tanti cittadini non siano neanche mai entrati nel museo. Il nostro punto di vista è quello di rilanciare la cultura e le realtà che le appartengono».
Dopo le critiche sull’operato dell’attuale sindaco Guenzani, Cassani ha esordito commentando l’affluenza di visitatori alla mostra Missoni, l’Arte, il Colore ospitata al Maga fino a gennaio 2016: « 40 mila ingressi. Ciò significa che nemmeno tutti i gallaratesi sono andati a vedere la mostra. Il Maga c’è e dovrà andare avanti, ma bisognerà rivederne la gestione, perché non possiamo permetterci queste spese. Sarà necessario per esempio modificare lo statuto per far sì che qualche privato possa prenderne in affitto alcuni spazi, creando entrate per il Maga. Occorre più oculatezza nei confronti sia del Maga sia del Puccini, altra realtà che ci dà lustro fuori dai confini comunali. Per quanto riguarda le associazioni culturali minori, vogliamo fornire un luogo dove potersi ritrovare, e pensiamo che gli stabili di via Bottini siano la sede adatta».
Roberto Borgo ha iniziato il suo intervento partendo dal conservatorio: «Sono molto vicino al Puccini, ritengo che sia una scuola molto qualificata. Forse non tutti lo sanno, ma ogni giorno a Malpensa gli studenti tengono dei concerti prima della partenza di alcuni voli, in particolar modo quelli per Tokyo per via dell’amore dei giapponesi verso la musica classica. Il museo Maga sicuramente costa molto, perciò o si cambia oppure bisognerà pensare a qualche intervento, magari a qualcosa di simile a quanto è stato fatto con Legnano. I nostri orizzonti vanno allargati verso altri campanili, perché Busto Arsizio e Varese non possono stare lontani dal Maga. Penso anche piccoli eventi con i ragazzi delle scuole e le persone meno giovani.Il Maga deve continuare a ospitare mostre, tuttavia io non mi limiterei soltanto all’arte moderna».Per quanto riguarda invece il tema del sociale, Guenzani ha preso spunto dal suo slogan, “La persona al centro”, «volto a sottolineare l’attenzione nei confronti della persona e dei suoi bisogni. Le risorse del nostro bilancio non bastano a far fronte a tutti i settori del sociale. Se non ci fossero le organizzazioni di volontariato che praticano sussidiarietà, noi non riusciremmo a soddisfare bisogni persone». Edoardo Guenzani porta l’esempio proprio de Il Melo, e poi commenta la proposta della Residenza Sanitaria Assistenziale nel programma di Cassani: «La proposta della realizzazione di una nuova RSA nel programma di Cassani è impraticabile: la Regione non ci consente di farla e, inoltre, ritengo che gli stabili di via Bottini non siano la sede idonea per un’altra casa di riposo».
Rocco Longobardi si è concentrato soprattutto sull’incontro tra generazioni: «Per esempio, per favorire lo scambio tra generazioni diverse, organizzerei concerti dei ragazzi del Puccini qui al Melo. Credo che il sindaco debba sapersi porre sulla stessa lunghezza d’onda delle esigenze dei cittadini. La nostra candidata Lila Madrigali ha fatto capire a noi di Gallarate 9.9 quali sono i problemi all’interno delle città, non solo di Gallarate, con un focus sulle barriere architettoniche. Per quanto riguarda il sociale, l’abbiamo trattato in generale fin dalle prime riunioni, dalle quali è emersa la necessità di fare rete e di fare in modo di agevolare il cittadino, per esempio tramite la creazione di uno sportello unico dove la persona possa andare e risolvere direttamente il problema. Un’altra delle nostre proposte è, inoltre, quella di un market solidale».
Andrea Cassani in primis ha risposto a Edoardo Guenzani: «Non sono a conoscenza di questi limiti per le RSA. Vogliamo badare alla famiglia, mettendo i giovani nelle condizioni di poter creare le proprie famiglie e di fare figli. È necessario agevolare gli italiani, i gallaratesi, coloro che hanno sempre contribuito alla città, fornendo loro i servizi prima degli altri. Un altro punto del nostro programma prevede la chiusura della Consulta per gli Stranieri, iniziativa totalmente inutile creata durante questa amministrazione. Vogliamo istituire una consulta disabili e una consulta anziani, ad esempio per superare insieme le barriere urbanistiche e architettoniche.

Sarà necessario inoltre pensare a progetti in società per le istituzioni private per quanto riguarda l’assistenza in città, creando uno sviluppo per l’assistenza ai gallaratesi».
Roberto Borgo è partito dal suo progetto per le scuole di via Bottini, ossia «una proposta che andrebbe incontro ai giovani quanto agli anziani, oltre a rivitalizzare la vita dei cittadini. Vogliamo aprire una foresteria per metà dedicata agli studenti stranieri, penso a studenti erasmus o agli scambi culturali, e, per la restante metà, dedicata agli sportivi che viaggiano e che hanno bisogno di una sede quando arrivano a Gallarate. Questo progetto è pensato per generare utili e aprire spazi comuni dove i ragazzi la sera possano trovarsi tra loro. Tutto ciò visto in un’ottica di incontro tra generazioni, per esempio facendo sì che i ragazzi portino la spesa a casa delle persone più anziane. Inoltre vogliamo concentrarci sui ragazzi disabili, aiutandoli a trovare lavoro, anche perché il governo sta rendendo inutile la legge 68».


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